ACQUAVIVA DELLE FONTI – Un’ondata di tentativi di truffe ad Acquaviva sta colpendo diverse abitazioni del centro abitato proprio in queste ore, facendo registrare una recrudescenza di un fenomeno odioso che prende di mira le fasce più fragili della popolazione. Secondo quanto riferito da alcuni residenti che hanno contattato la nostra redazione e le autorità locali, i malviventi stanno attuando una strategia coordinata per isolare le vittime e convincerle a consegnare beni o denaro. I fatti, segnalati nella mattinata di oggi, mercoledì 6 maggio, seguono un copione preciso che inizia con una chiamata al telefono fisso di casa, strumento attraverso il quale i truffatori riescono spesso a geolocalizzare il domicilio del bersaglio.
Il meccanismo del raggiro: l’accento campano e l’isolamento della vittima
Dalle testimonianze raccolte sul campo, emerge un dettaglio ricorrente: gli interlocutori all’altro capo del filo mostrano uno spiccato accento campano e utilizzano toni concitati per generare uno stato di ansia e urgenza nel cittadino. L’obiettivo della prima telefonata è quello di ottenere il numero di cellulare della vittima. Una volta acquisito il contatto mobile, i truffatori avviano una seconda chiamata contemporanea: in questo modo, entrambe le linee telefoniche (fissa e mobile) risultano occupate, impedendo alla persona di contattare il 112 o i propri familiari per verificare la veridicità delle informazioni ricevute.
Si tratta di un isolamento comunicativo forzato che permette ai malintenzionati di gestire la conversazione senza interferenze esterne. Sebbene non si siano registrati ammanchi economici nelle ultime ore grazie alla prontezza di riflessi di alcuni cittadini, il numero di chiamate sospette indica che i soggetti responsabili delle truffe ad Acquaviva sono attualmente operativi sul territorio cittadino.
Le raccomandazioni delle forze dell’ordine e il diritto di cronaca
Nel rispetto del diritto di cronaca e con l’obiettivo di prevenire ulteriori danni, è fondamentale ricordare che nessuna istituzione – dai Carabinieri alla Polizia Locale, fino agli uffici postali – richiede mai versamenti di denaro, gioielli o pagamenti immediati tramite intermediari che si presentano a domicilio. La presunzione di innocenza vale per ogni soggetto eventualmente coinvolto, ma la reiterazione di queste segnalazioni impone una soglia di attenzione altissima.
Spesso i truffatori si spacciano per avvocati o militari, millantando incidenti stradali occorsi a figli o nipoti e chiedendo una “cauzione” per evitarne l’arresto. È bene precisare che la cauzione non è un istituto previsto dall’ordinamento giuridico italiano con queste modalità. In caso di dubbi, la procedura corretta è quella di chiudere la conversazione e chiamare autonomamente i numeri di emergenza.
Come difendere i propri familiari dai raggiri telefonici
Per arginare il rischio di truffe ad Acquaviva, la comunità è chiamata a fare rete. Ecco alcuni accorgimenti pratici basati sulla conoscenza del territorio e sui casi già verificatisi:
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Diffidate dai numeri sconosciuti sul fisso: Spesso i malviventi estraggono i dati dagli elenchi pubblici, associando nomi a indirizzi.
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Non fornite mai il numero di cellulare: È il primo passo che i truffatori compiono per bloccare ogni vostra comunicazione esterna.
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Contattate i parenti: Se qualcuno vi riferisce di un problema occorso a un vostro caro, chiudete il telefono e chiamate voi stessi il parente sul suo numero abituale.
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Allertate il vicinato: La condivisione delle informazioni, come avvenuto stamattina, è lo strumento di difesa più efficace.
Per approfondire i protocolli di sicurezza e conoscere i consigli ufficiali delle autorità, è possibile consultare il portale istituzionale della Polizia di Stato, che monitora costantemente queste tipologie di reato su scala nazionale.
La situazione attuale nel comune
Le segnalazioni odierne riguardano diverse zone del paese, confermando che i responsabili si muovono con rapidità. Le autorità locali invitano chiunque riceva chiamate sospette a sporgere denuncia o, quantomeno, a segnalare l’episodio per permettere un pattugliamento più efficace delle aree interessate. La conoscenza del dialetto o dell’accento non deve essere l’unico elemento di valutazione, poiché le tecniche possono cambiare, ma la richiesta di denaro o dati personali resta il segnale inequivocabile di un tentativo di raggiro.
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