Il cuore della Pasqua ad Acquaviva delle Fonti batte in Cattedrale
la Pasqua ad Acquaviva delle Fonti 2026 si è aperta con un titolo che da solo sembrava già un editoriale: «Le donne della Passione». Una rappresentazione teatrale e musicale nella cornice della Concattedrale, dove la storia della Passione è stata riletta attraverso gli occhi femminili, in un momento di meditazione, musica e parola che ha coinvolto la comunità cittadina. Non si è trattato di un semplice spettacolo, ma del primo appuntamento che ha inaugurato ufficialmente la Settimana Santa in città, aprendola verso i giorni più solenni dell’anno liturgico.
Tradizione e fede: la Pasqua ad Acquaviva delle Fonti inizia in Cattedrale
La serata «Le donne della Passione» ha trovato casa nella Concattedrale di Acquaviva delle Fonti, uno spazio che in questi giorni ha vissuto momenti di grande intensità spirituale e partecipazione popolare. Il culmine è arrivato mercoledì 1° aprile, quando S.E. Mons. Giuseppe Russo, Vescovo della Diocesi di Altamura–Gravina–Acquaviva delle Fonti, ha presieduto la solenne Messa del Crisma alle ore 18.00 proprio nella Concattedrale di Acquaviva delle Fonti, uno dei momenti liturgici più significativi dell’intero anno per la comunità diocesana. Il giovedì 2 aprile, nella stessa Concattedrale, si è celebrata la Santa Messa in Coena Domini alle ore 19.30, sempre presieduta dal Vescovo. Il percorso liturgico si è concluso domenica 5 aprile con la Santa Messa di Pasqua, celebrata alle ore 19.00 nella Concattedrale di Acquaviva delle Fonti.
La Pasqua ad Acquaviva delle Fonti si è inserita così nel cammino più ampio della Diocesi di Altamura–Gravina–Acquaviva delle Fonti, che ha proposto per la Settimana Santa celebrazioni solenni e momenti di preghiera diffusi sull’intero territorio; per approfondire il programma diocesano è possibile consultare il sito ufficiale della Diocesi
«Pasqua di Speranza»: solidarietà e impegno civile
Nel cammino verso la domenica di Risurrezione ha trovato spazio anche la parola speranza. «Pasqua di Speranza» è stata l’iniziativa benefica che il Comune di Acquaviva delle Fonti ha presentato come “una giornata per stare insieme e fare del bene”, organizzata in città nei giorni che hanno preceduto la Pasqua. Dalle comunicazioni ufficiali è emerso un appuntamento pensato per tutta la comunità, promosso in collaborazione con associazioni e realtà del territorio, con l’obiettivo dichiarato di unire socialità e solidarietà, trasformando l’attesa della Pasqua in gesti concreti di vicinanza verso chi ha più bisogno. La preparazione alla festa, così, non si è limitata alle celebrazioni liturgiche o alle tradizioni familiari, ma si è tradotta in impegno civile e cura del prossimo.
Il racconto digitale della tradizione
Il racconto della Pasqua ad Acquaviva delle Fonti nel 2026 è passato inevitabilmente anche dai social network. Le pagine istituzionali del Comune, della Diocesi e delle associazioni coinvolte hanno condiviso locandine, foto e brevi video dedicati sia a «Le donne della Passione» sia a «Pasqua di Speranza», costruendo un flusso continuo di contenuti che ha accompagnato la Settimana Santa giorno dopo giorno. Accanto al calendario tradizionale degli appuntamenti, ha così scorso un “calendario parallelo” fatto di post, reel e storie che i cittadini hanno potuto seguire su smartphone e computer, anche da lontano. Il linguaggio della fede e delle tradizioni si è intrecciato con quello della comunicazione contemporanea, consentendo alle celebrazioni di raggiungere anche chi non ha potuto essere fisicamente presente, rafforzando in ogni caso il senso di appartenenza alla comunità.
Oltre il calendario: una domanda alla città
Mettendo insieme una rappresentazione come «Le donne della Passione», le solenni celebrazioni diocesane presiedute da Mons. Giuseppe Russo e una giornata come «Pasqua di Speranza», il quadro che emerge è quello di una Pasqua ad Acquaviva delle Fonti che non si è esaurita nell’elenco degli eventi. Le iniziative ufficiali hanno tracciato una cornice, ma il significato profondo della Pasqua si è giocato poi nelle scelte quotidiane, nei gesti personali e nelle relazioni che questi appuntamenti hanno saputo ispirare. Forse la vera notizia, quest’anno, non è soltanto che la città ha offerto teatro, musica, liturgia e solidarietà, ma la domanda che Acquaviva sembra aver rilanciano a tutti: che cosa significa, concretamente, “risorgere” nella vita di ogni giorno, dentro una comunità che si ritrova tra Concattedrale, piazza e social network?
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