Olio lubrificante di contrabbando e contraffazione: questo il fulcro della maxi operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Bari, che il 21 maggio 2026 hanno notificato 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di natura economico-finanziaria. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari e sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (PEF) di Bari, ha permesso di ricostruire un articolato circuito illecito. Attraverso questo meccanismo, oltre 1300 tonnellate di prodotto di modesta qualità, ma falsamente marchiato con i loghi dei brand più noti del settore (Castrol, Petronas, Mobil), venivano immesse sul mercato in totale evasione fiscale, destinate ad autofficine e negozi di autoricambi.
È doveroso precisare, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Olio lubrificante di contrabbando: il meccanismo fraudolento e il deposito clandestino
L’indagine della Guardia di Finanza ha svelato come gli ideatori della frode si rifornissero della materia prima presso un’azienda campana, definita un “hub” di rilievo per il centro e sud Italia, la quale è risultata totalmente estranea agli illeciti. Sotto il profilo documentale, veniva fatto apparire che la merce fosse diretta in Bulgaria a una società riconducibile agli indagati. Al contrario, i carichi venivano sistematicamente dirottati in Italia e stoccati in un deposito clandestino situato nell’altamurano, un’area murgiana poco distante da Acquaviva delle Fonti.
In questa sede protetta, il prodotto veniva travasato e confezionato all’interno di fusti metallici, taniche e flaconi appositamente allestiti con i marchi commerciali contraffatti delle note case produttrici, per poi essere rivenduto “in nero” a operatori del settore compiacenti.
Olio lubrificante di contrabbando: i rischi tecnici per i consumatori finali
Il prodotto così immesso sul mercato presentava gravi anomalie che danneggiavano direttamente l’ignara clientela finale, la quale acquistava la merce a prezzi elevati e di molto superiori rispetto al reale valore di mercato, fidandosi delle etichette:
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Il fluido risultava completamente sottratto all’accertamento e al pagamento dell’imposta di consumo.
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La sostanza era in realtà di un’unica e modesta qualità, nonostante venisse spacciata per un prodotto dotato di specifiche tecniche differenti e superiori.
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Gli automobilisti acquistavano inconsapevolmente sempre la stessa tipologia di liquido, ritenendo che rispettasse le indicazioni d’uso sulle confezioni, esponendosi a pesanti rischi di causare gravi malfunzionamenti o danni strutturali ai motori delle proprie vetture.
Olio lubrificante di contrabbando: l’operazione “VUOTO A RENDERE” e i numeri del sequestro
L’operazione è stata convenzionalmente denominata dai militari “VUOTO A RENDERE” per via di una consuetudine radicata: i dettaglianti compiacenti riconsegnavano sistematicamente i fusti vuoti ai fornitori affinché potessero essere riempiti nuovamente con il fluido illecito. Durante l’intervento nell’opificio clandestino, le fiamme gialle hanno sequestrato in flagranza di reato 2 tonnellate di materiale, numerosi fusti contraffatti e i macchinari utilizzati per riprodurre sigilli e marchi falsi.
Gli sviluppi investigativi hanno permesso di quantificare la portata complessiva dell’attività illecita svolta nel triennio 2022-2025 in ben 1 milione e 395 mila chili di prodotto, per un profitto illecito stimato in oltre un milione di euro derivante dall’evasione fiscale della relativa imposta di consumo.
Olio lubrificante di contrabbando: i ruoli dei 15 soggetti indagati
Al termine delle attività investigative del Nucleo PEF di Bari, sono state segnalate alla locale Autorità Giudiziaria complessivamente 15 persone:
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Cinque soggetti sono ritenuti direttamente responsabili delle operazioni di confezionamento e di immissione in consumo della merce.
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Dieci persone risultano coinvolte a vario titolo nelle attività illecite in qualità di autotrasportatori o come acquirenti della merce di contrabbando.
L’operazione si inserisce nel più ampio e costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria e ai fenomeni fraudolenti nel comparto dei prodotti energetici, un settore particolarmente sensibile nello scenario geopolitico contemporaneo.
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