Le Acquavitane sono la nuova frontiera del racconto identitario di Acquaviva delle Fonti, un progetto che trasforma un mazzo di carte in un vero e proprio archivio della memoria collettiva.
Nato dall’estro del graphic designer Domenico Troilo, questo mazzo non è un semplice passatempo, ma un atto d’amore verso le proprie radici. Presentato in vista del Natale, il progetto punta a riportare le persone attorno a un tavolo, riscoprendo simboli e storie che rischiavano di restare confinati nel passato.
Tabella dei Contenuti
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L’identità di un popolo in 42 carte
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I quattro semi: dalla terra al cielo
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Le figure storiche de Le Acquavitane
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Il design e il richiamo alla Cattedrale
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Il gioco del “morto” e le carte speciali
L’identità di un popolo ne Le Acquavitane
Le Acquavitane nascono per dare forma visiva a un gesto antico: il gioco delle carte. In un’epoca dominata dal digitale, Domenico Troilo ha scelto di puntare sulla tattilità e sulla simbologia locale per unire le generazioni.
Il mazzo si compone di 42 carte. Sebbene l’ispirazione derivi dalla tradizione napoletana, il linguaggio grafico è moderno, pulito e profondamente radicato nel contesto urbano e culturale di Acquaviva delle Fonti.
I quattro semi de Le Acquavitane: dalla terra al cielo
Per capire il valore de Le Acquavitane, bisogna osservare i quattro semi scelti per rappresentare il territorio. Ogni seme racconta un pezzo di storia vissuta.
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La Cipolla: Simbolo del legame indissolubile con la terra e della fatica dei campi.
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Le Fontane: Richiamo diretto al nome della città, segno di vita e appartenenza.
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Il Rosone: Ispirato alla Cattedrale, racchiude dettagli sull’arte e sul cece nero.
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I Palloni: Rappresentano la festa patronale e quel naso all’insù carico di attesa.
Le figure storiche ne Le Acquavitane
Un aspetto affascinante de Le Acquavitane riguarda le figure, che sostituiscono i classici fanti, cavalli e re con personaggi iconici della città.
La Donna è rappresentata dalla Madonna di Costantinopoli, protettrice dell’animo cittadino. Il Cavaliere non poteva che essere Sant’Eustachio, accompagnato dal suo cervo. Infine, il Re è Carlo I de’ Mari, il principe che ha segnato la memoria storica e architettonica del paese.
Il design ricercato de Le Acquavitane
L’estetica de Le Acquavitane non lascia nulla al caso. Il packaging e il dorso delle carte presentano un pattern geometrico che riprende i motivi della volta della Cattedrale.
Questo legame visivo tra l’oggetto ludico e il patrimonio monumentale eleva il progetto da semplice gadget a vero oggetto di design. Ogni dettaglio è studiato per dialogare con l’osservatore e stimolare la curiosità verso la bellezza locale.
Il gioco del “morto” e le carte speciali
All’interno de Le Acquavitane troviamo due carte speciali: le maschere bianca e nera. Queste figure enigmatiche sono legate al celebre gioco del “morto” acquavivese.
Queste carte hanno il potere di ribaltare le sorti di una partita, evocando quella capacità tipicamente paesana di far circolare le notizie prima ancora che accadano. Le regole del gioco sono incluse nel mazzo, rendendolo un regalo perfetto per chi vuole tramandare questa tradizione.




