La Festa Madonna di Costantinopoli si arricchisce di un nuovo, profondo capitolo culturale grazie a due poesie inedite del poeta acquavivese Giuseppe Milella. In esclusiva per i nostri lettori, presentiamo i versi che faranno parte della sua prossima raccolta, attesa per il 2026, e che celebrano con devozione e meraviglia uno degli eventi più sentiti dalla nostra comunità.
Indice dei Contenuti
- Un Omaggio in Versi alla Festa Madonna di Costantinopoli
- L’Intima Devozione nella Poesia “La Madonna di Costantinopoli”
- L’Atmosfera Unica nel Racconto de “Il Pallone della Madonna di settembre”
- Un’Anticipazione del Futuro Letterario Legato alla Tradizione
Un Omaggio in Versi alla Festa Madonna di Costantinopoli
Le tradizioni vivono attraverso le emozioni che riescono a trasmettere di generazione in generazione. Giuseppe Milella, con la sua sensibilità poetica, cattura l’essenza più autentica della Festa Madonna di Costantinopoli, trasformando in versi le immagini, i suoni e i sentimenti che ogni acquavivese porta nel cuore. Queste opere non sono solo un tributo, ma un vero e proprio ponte tra la memoria collettiva e l’espressione artistica contemporanea.
L’Intima Devozione nella Poesia “La Madonna di Costantinopoli”
La prima poesia, intitolata “La Madonna di Costantinopoli”, è una preghiera sentita, un dialogo intimo e universale con la Protettrice della comunità. Milella si fa portavoce di un sentimento comune, descrivendo una Madre Celeste “umile e semplice, ma ricolma d’amore”, la cui presenza si manifesta nella quotidianità e offre conforto nei momenti di difficoltà. È un appello alla “Pace interiore” e alla fratellanza, valori centrali della Festa Madonna di Costantinopoli.
L’Atmosfera Unica nel Racconto de “Il Pallone della Madonna di settembre”
Nel secondo componimento, “Il Pallone della Madonna di settembre”, l’atmosfera cambia e si tinge dei colori vividi della festa patronale. Il poeta ci accompagna in un “lento gironzolare confuso tra la gente”, tra luminarie, bancarelle e il suono della banda. Il culmine emotivo arriva con la preparazione e il lancio della grande mongolfiera, “U Pallon d’La Madonna d’ Settembr”, un momento magico che unisce compaesani e turisti in uno sguardo colmo di stupore rivolto al cielo.
Un’Anticipazione del Futuro Letterario Legato alla Tradizione
Questi due componimenti rappresentano una preziosa anteprima del lavoro letterario che Giuseppe Milella consegnerà al pubblico nel 2026. La scelta di dedicare versi così significativi alla Festa Madonna di Costantinopoli non solo conferma il profondo legame del poeta con le sue radici, but sottolinea anche come la tradizione possa essere una fonte inesauribile di ispirazione artistica. Un’attesa che carica di valore ogni singola parola di queste poesie, custodi di un’identità e di una fede che continuano a unirci.
La Madonna di Costantinopoli
Maria, Madre Santa
protettrice della Nostra comunità
Tu che sei ovunque e vivi in tutti noi,
con i nostri piccoli percorsi differenti,
osservaci con il tuo sorriso materno
custodito nell’infinito del cielo stellato
di questa notte di settembre;
ma che ogni giorno con noi sei presente;
lo sei nel volo di una rondine in primavera
ed anche nella sera più nera;
negli occhietti curiosi di un bambino
o sul volto stanco e rugoso d’un anziano;
nel tenero bacio di due innamorati
ed in quei sogni ormai dimenticati;
e in questo momento la tua Immagine
umile e semplice, ma ricolma d’amore
è proprio lì, dinnanzi ai nostri occhi.
Madre Celeste prega per noi
e proteggici in questi giorni particolari
di sofferenza e fatalmente irreali,
con il tuo immenso e sconfinato amore
dona a noi la Pace interiore
e quella spinta nell’animo, per affrontare
le nostre prove e difficoltà quotidiane,
anche a coloro che non hanno più la forza
per chiedere e sperare ancora.
Madre Misericordiosa infondi
ai nostri semplici cuori
quel sentimento di unità e fratellanza
che come un manto leggero
doni pace e amore ed un futuro sereno
alla nostra bella Acquaviva ed al mondo intero.
Il Pallone della Madonna di settembre
Quando l’estate volge al termine, la prima settimana di settembre,
nel paese si respira un’aria gioiosa:
ad Acquaviva vi è la Festa Patronale, dedicata alla Madonna,
ed il paese è abbellito da colori e suoni,
sulla Cassarmonica al centro della piazza
vi è la banda che esegue opere, marcette ed allegre canzonette
che per l’occasione dei festeggiamenti
allietano ascoltatori attenti e distratti viandanti;
il paese è pieno di bancarelle dove trovare tutto quello che puoi desiderare;
il mio lento gironzolare confuso tra la gente,
mi porta verso il centro del paese,
e rimango affascinato dalla pregevolezza di palazzi, monumenti e chiese,
dalle fluorescenti luminarie che decorano e illuminano le strade;
che incanto la mia bella Acquaviva, addobbata a festa, con lustrini e giostrine
dalla Torre dell’Orologio alla Cattedrale,
dai giardini gremiti all’Estramurale…riemerge un formicolio di emozioni,
si diffonde un frenetico vociferare, un andirivieni suoni e canti;
è la sfilata del Corteo storico, con figuranti,
mangiafuoco e giocolieri, dame e cavalieri;
e su di un antico carro, trainato da imponenti buoi,
la Sacra Immagine della Madonna
che con devozione vien portata in processione.
Dopo la benedizione sul sagrato della Cattedrale,
mi dirigo come tutti, compaesani e turisti
nei pressi del “giardino vecchio ”
per ammirare la preparazione ed il lancio della grande Mongolfiera
per tutti quanti più comunemente chiamato
“U Pallon d’La Madonna d’ Settembr”;
tutti i presenti gremisco il giardino,
per osservarne da vicino la preparazione “del gigante di carta”
mani sapienti ne curano la lavorazione, con minuzia ed attenzione,
e lo vedo gonfiare, ingrandirsi ed infine volare,
tra lo stupore e l’entusiasmo della gente, si erge in volo verso l’alto,
libero e leggero volteggia nel cielo, e con armoniche movenze
dipinge contorni ricolmi di gioia ed amore.
Rimango affascinato da quella meraviglia, osservo estasiato senza fiato
e con la fantasia anch’io viaggio con la mente
abbraccio quelle infinite traiettorie, senza limiti e confini.
Nel cielo non hanno più peso le catene, e anche nelle ombre della sera,
accarezzo la luna e le stelle, ed è pura magia.
Osservando la grande mongolfiera su nel cielo, lontano come un puntino
il mio animo è pervaso da un senso d’ armonia.
Adesso la festa è già finita e nella nostra nella Nostra Acquaviva
prosegue la vita, ma grazie a quella mongolfiera
con una nuova speranza risposta nel cuore.
Giuseppe Milella




