Introduzione – articolo di Martino Mastrorocco
Era il 10 maggio di 80 anni fa quando sul “Notiziario Prigionieri” veniva pubblicato il 1° Elenco dei Reduci dalla Russia.
Il bollettino, pubblicato con periodicità decadale ed edito dall’Alto Commissariato per i prigionieri di guerra, voleva “essere una voce destinata a confortare le famiglie di quanti sono da tempo lontani per le dure conseguenze della guerra […], un ponte ideale che risolve uno stato di preoccupazioni e di incertezze e lo traduce in attesa fiduciosa”.
Il Notiziario Prigionieri
Così si legge sul primo numero del 30 settembre 1944 nell’editoriale a firma di Guseppe Spataro, membro cattolico della Resistenza e delegato della DC presso la giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale e nel dopoguerra più volte Ministro. Il Notiziario Prigionieri è consultabile nell’emeroteca digitale della Biblioteca Nazionale.
Il numero 59, anno III, uscito nella prima decade di maggio del 1946, riportava un primo elenco di reduci dalla campagna italiana di Russia iniziata cinque anni prima con il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR), circa 60.000 uomini inviati a sostegno della Operazione Barbarossa, intrapresa dalla Germania nazista e proseguita poi con i 200.000 uomini dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR).
Il nome del nonno
Tra gli oltre 1.500 nomi che compongono quell’elenco di reduci c’è un solo acquavivese: il caporale maggiore Mastrorocco Martino, mio nonno paterno.
La campagna di Russia
Già soldato nella Guerra d’Etiopia (1935-1936), era partito per il fronte russo nel settembre del 1942 nel 109° Battaglione Mitraglieri Autocarrata e dichiarato disperso nella sanguinosa battaglia di Arbuzovka, combattuta tra il 21 e il 25 dicembre 1942 in quella che venne ricordata come la “valle della morte”.
Nel luglio del 1943 era stato dichiarato ufficialmente irreperibile, ma per tre lunghi anni aveva vissuto nei campi di prigionia russi, sopravvivendo alle estreme condizioni climatiche che avevano decimato circa l’80% dei prigionieri italiani.
Il ritorno ad Acquaviva
La sua storia militare viene raccontata dettagliatamente da mio fratello Nunzio Mastrorocco nell’opuscolo pubblicato nel 2015, nel quale viene riportato anche il ricordo del rientro ad Acquaviva reso dalla sorella Isabella.
La famiglia, infatti, all’epoca della pubblicazione del suddetto elenco, aveva già riabbracciato Martino, che era giunto in città nel gennaio del 1946 suscitando viva commozione e felicità.
Il ricordo di famiglia
Di lui, di cui porto orgogliosamente il nome, mi resta il ricordo di un nonno sempre affettuoso ma spesso taciturno e il rammarico di averlo perso troppo presto per poterne ascoltare le tragiche memorie di quegli anni.
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